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“So, this is my life. And I want you to know that I am both happy and sad and I'm still trying to figure out how that could be.” ― Stephen Chbosky
We must not expect happiness. It is not something we deserve. When life goes well, it is a sudden gift; it cannot last forever.

10.31.2008

' La promesa de amor eterno...'

Perchè l'anello di matrimonio si porta all'anulare?

Esiste una leggenda cinese che lo spiega in maniera curiosa e convincente..

I pollici rappresentano i genitori

Gli indici rappresentano i tuoi amici e i tuoi fratelli

Il dito medio rapresenta te stesso

L'anulare rappresenta te con il tuo compagno/a

Il mignolo rappresenta i figli

Ora guar
da....

Inanzitutto congiungi le mani, palmo a palmo, dopodiché unisci i medi in modo tale che le nocche siano a contatto, come mostra l'immagine





Adesso, cerca di separare i pollici (che rappresentano i tuoi genitori).
Come puoi notare si aprono, in quanto i tuoi genitori non sono destinati a viv
ere con te fino al giorno della tua morte. Uniscili di nuovo.

Cerca di separare gl' indici (che rappresentano i tuoi fratelli e i tuoi amici).
Anche queste dita si aprono perchè se ne andranno via, avendo destino differente dal tuo, come sposarsi e avere figli.


Adesso separa allo stesso modo i mignoli (cha rappresentano i tuoi figli). Questi anche si apriranno perchè i tuoi figli cresceranno e quando non ne avranno più bisogno di te, se ne andranno. Uniscili di nuovo.


Ultimo, tenta di separare gli anulari (il quarto dito, che rappresenta te con il tuo compagno/a) e ti sorprenderà semplicemente accorgerti che non ti riesce.
Questo si deve al fatto che il tuo compagno/a è destinato a restare unito/a a te fino all'ultimo giorno della sua vita ed è per questo che l'anello si porta all'anulare.






'...tú me hiciste entender que aun difícil el camino nada es imposible, juntos de la mano el amor puede vencer...'
Yo no cambiaría, Gloria Estefan





10.27.2008

Gloria Estefan electrifies the Hard Rock


The global economy may be collapsing, but you wouldn't know it from the turnout Friday night for Gloria Estefan's first South Florida concert in four years.

The cheapest ticket was $95, but it was standing-room-only at the Hard Rock Live at the Seminole Hard Rock Hotel & Casino near Hollywood. And for true Gloria fans, the price tag was worth every penny.

Over a two-hour-plus show, the 51-year-old Miami icon performed favorites from her diverse repertoire, including pop hits from her days with Miami Sound Machine, lively salsa workouts, pulsing dance numbers, ballads and even a few standards.

Estefan appeared fashionably late, looking like a Cuban queen in a flaming red ball gown, and exclaimed, ''It's good to be home, South Florida!'' She and her 15-piece band -- including horns, percussion and sexy, booty-shaking dancers clad in black -- then dove into Oye, which segued into Rhythm Is Gonna Get You.

In between songs, Estefan was charming, relaxed, friendly -- and funny. ''Anybody who does not speak English, let me hear you!'' she called out. After a small roar from the crowd, she countered with, ``How do you know what I said? Ha -- I get you every time.''

At times, Estefan acted like a good friend sharing vacation pics. As she commented on old photos of herself flashing on the video screen with stars including Frank Sinatra, Stevie Wonder and Luciano Pavarotti, she quipped, ''I actually did the Three Tenors. Not literally -- get your mind out of the gutter!'' Of course, a shot with Estefan and Celia Cruz drew the biggest applause.

Other musical highlights included the dance workout 1, 2, 3, the gospel-tinged Reach, a house-music version of Everlasting Love, Spanish-language hits Cuba libre and Mi tierra, and the ballads Anything For You and Always Tomorrow, which Estefan said became ``an anthem of hope after Hurricane Andrew.''

The night also offered several surprises. Estefan -- who is portraying her heroine, Connie Francis, in an upcoming film -- introduced the 1960s singing legend in the audience before performing Where the Boys Are and Hold Me, Thrill Me, Kiss Me.

Then, Estefan's 13-year-old daughter Emily came out, looking pretty shy until she performed blistering guitar solos on Alice Cooper's rock hit School's Out before jumping behind the drum set for an instrumental jam. Bet your abuela didn't expect that.

Toward the end of the show, Estefan brought out more huge hits. The trio Oye mi canto (on which husband Emilio briefly came out to dance with Gloria), Turn the Beat Around and Conga (which started a house party in the aisles, with conga lines snaking through the venue) felt like the finale and would have been a fine one. But as weary but happy fans began to file out, Estefan reappeared for a medley of Dr. Beat, Get On Your Feet and I Just Wanna Be Happy. Glittering silver confetti exploded from the rafters, a fitting, festive ending for this homecoming party.



10.24.2008

Food, Gloria, food!

Gloria Estefan is tanned, rested and ready for her Hard Rock concert Friday night.

She and her family (husband Emilio and daughter Emily, 13) just returned home to Miami after being on her 90 millas European tour for two months.

''We mixed business and pleasure,'' said Gloria, from Vero Beach, where the power couple owns the Costa D'Este resort.

Though they made stops at cities like Madrid, London and Rotterdam, Italy was a definite high point. The trio checked out vineyards (no wine for Emily, though), ate out and celebrated Rachael Ray's third wedding anniversary in Tuscany.

Fabulous -- but fattening.

''I did a lot of resisting,'' said Estefan, 51. ``Although I did pasta-out one day and of course, the wine -- oh, the wine.''

Estefan, who owns Lario's and Bongos restaurants, isn't one of those fortunate few who can eat what they want and not gain.

''I really stay away from the carbs, unless they're vegetables, which give you fuel,'' she says.

Spain proved especially hard.

''We'd eat a heavy lunch before the show, then we wouldn't be done until 2 a.m.,'' she recounts. ``They would keep a super-nice restaurant open for us so we'd have a huge meal in the middle of the night.''

A favorite guilty pleasure: huevos con papas (french fries with a fried egg on top). ''Lethal!'' she says, ``like a cholesterol bomb.''

One thing that stayed off the menu: chorizo. ``I don't eat it. I think I had a bad corn dog when I was 5 and that was it.''

Fans can check out more of her favorite (Cuban) foods in Estefan Kitchen (Penguin Group, $27.95), scheduled for release next month.

Though ''researching'' has been fun, it's meant a lot more trips to the elliptical.

''All those [recipe] tastings, they were making me put on weight,'' she says. ``I finally had to put my foot down and send Emilio!''

Estefan ought to burn up some calories at her greatest-hits concert, in which she'll perform songs like Conga, Rhythm's Gonna Get You and Mi tierra.

''Those lights are hot,'' says Estefan. ``I tend to [sweat] a lot when I'm up there. Expect a lot of costume changes.''


From Miami Herald

Waaaaall.E


Wall-e è l'ultimo robot rimasto sulla terra dopo che gli umani l'hanno abbandonata perchè invasa dai rifiuti. Si sono dimenticati di spegnerlo e lui da 700 anni continua a fare quello per cui è stato costruito: comprimere e ammassare rifiuti. Non parla ma si fa capire molto bene a gesti e attraverso una gamma di suoni espressivi come faceva R2-D2 di Guerre Stellari. È un robot animato come un animale antropomorfo, un piccolo Charlot: operaio alienato che sogna un domani migliore guardando il cielo stellato. E quando dal cielo questo domani migliore arriva sotto forma di un altro robot, Eve, più moderno e programmato per cercare vita sulla Terra, Wall-e lo insegue sull'astronave madre. Lì, sempre come il vagabondo di Chaplin, sarà un portatore sano e inconsapevole di caos e anarchia assieme agli altri "devianti" della società cioè i robot difettosi, l'equivalente di quella famiglia di freak che erano i pesci da acquario con cui aveva a che fare Nemo.

Andrew Stanton torna a raccontare "un'odissea d'amore" dopo quello straordinario road movie acquatico che è stato Alla Ricerca di Nemo e lo fa sostituendo alla vastità dell'oceano la profondità dello spazio e alla forma del film on the road quella del cinema di fantascienza distopico. Ma Wall-e non è la solita celebrazione della riappropriazione da parte dell'uomo della sua umanità in un futuro dove la tecnologia ha vinto sullo spirito, al contrario è un film capace di commuovere anche solo con un abbraccio, che afferma la bellezza e il romanticismo della tecnologia attraverso alcune delle scene più semplici e disarmanti che il cinema abbia mai offerto.
Wall-e dunque è prima di tutto uno dei più rivoluzionari film di fantascienza mai visti (realizzato con un unico gigantesco punto di riferimento: 2001: Odissea nello spazio) nel quale il mondo delle macchine è a tutti gli effetti centrale. I robot non sono solo l'entità da combattere ma una società a sé: hanno una loro vita, loro sentimenti e valori propri (come il concetto di "direttiva"), i protagonisti di una trama autonoma rispetto a quella che coinvolge gli umani. Wall-e e Eve non combattono per salvare la razza umana, quello accade incidentalmente e secondariamente, combattono a fianco di altri robot buoni contro i robot cattivi prima di tutto per salvare se stessi e il loro amore, degli umani non gli importa.
Il nono lungometraggio della Pixar è l'ennesimo annuale capolavoro capace di cambiare definitivamente il modo in cui viene imitata la macchina da presa e le sue lenti nell'animazione computerizzata e come al solito ci mette di fronte al miglior cinema immaginabile oggi.
Un film che afferma con una forza che mai avevamo visto nei lungometraggi della società di Lasseter l'importanza e la centralità del racconto audiovisivo (e quindi del cinema) nel modo in cui conosciamo la realtà. Tutti i momenti chiave del film sono mediati dalla visione di un video (sia reale che di finzione): dalla conversione del capitano della nave, all'educazione sentimentale di Wall-e (attraverso la visione ripetuta di Hello, Dolly! di Gene Kelly), dalla scoperta dell'amore per Eve (in uno stupendo flashback visto in prima persona su monitor), fino all'inganno del capitano nei confronti del computer della nave (perpetrato con alcuni tipici trucchi cinematografici).

Because you loved me, Celine Dion

For all those times you stood by me
For all the truth that you made me see
For all the joy you brought to my life
For all the wrong that you made right
For every dream you made come true
For all the love I found in you
I'll be forever thankful baby
You're the one who held me up
Never let me fall
You're the one who saw me through through it all

You were my strength when I was weak
You were my voice when I couldn't speak
You were my eyes when I couldn't see
You saw the best there was in me
Lifted me up when I couldn't reach
You gave me faith 'coz you believed
I'm everything I am
Because you loved me

You gave me wings and made me fly
You touched my hand I could touch the sky
I lost my faith, you gave it back to me
You said no star was out of reach
You stood by me and I stood tall
I had your love I had it all
I'm grateful for each day you gave me
Maybe I don't know that much
But I know this much is true
I was blessed because I was loved by you

You were my strength when I was weak
You were my voice when I couldn't speak
You were my eyes when I couldn't see
You saw the best there was in me
Lifted me up when I couldn't reach
You gave me faith 'coz you believed
I'm everything I am
Because you loved me

You were always there for me
The tender wind that carried me
A light in the dark shining your love into my life
You've been my inspiration
Through the lies you were the truth
My world is a better place because of you

You were my strength when I was weak
You were my voice when I couldn't speak
You were my eyes when I couldn't see
You saw the best there was in me
Lifted me up when I couldn't reach
You gave me faith 'coz you believed
I'm everything I am
Because you loved me

You were my strength when I was weak
You were my voice when I couldn't speak
You were my eyes when I couldn't see
You saw the best there was in me
Lifted me up when I couldn't reach
You gave me faith 'coz you believed
I'm everything I am
Because you loved me

I'm everything I am
Because you loved me




10.19.2008

Pieces of love

"La mia felice bocca nuovamente incontrare vuole
le tue labbra che baciando mi benedicono,
le tue dita care voglio tenere
e giocando congiungerle con le mie dita,
saziare il mio assetato sguardo col tuo,
avvolgere il mio capo nei tuoi folti capelli"

García Lorca

10.18.2008

"Che cosa sarebbe l'umanità, signore, senza la donna?...

...Sarebbe scarsa, signore, terribilmente scarsa. (Mark Twain)"

La signora Bach (e suo marito)
Un direttore d’orchestra australiano ha scoperto che alcune musiche attribuite a Johann Sebastian Bach furono composte in realtà dalla seconda moglie Magdalena. I melomani troveranno la notizia straordinaria, e lo è. Ma ancor più straordinario mi sembra ciò di cui la signora Bach riusciva a occuparsi nel tempo libero: tutto, compresa la gestione di undici figli, di una casa e degli abiti, strumenti e spartiti del marito, il classico esemplare di maschio ossessivo che sa fare benissimo una cosa sola e delega il resto alla sua trafelata metà.

Poiché la storia è scritta dai vincitori e per qualche millennio i vincitori siamo stati noi, sui libri di musica Bach è un genio immortale e la moglie una perfetta sconosciuta. Adesso dovremmo fare finta di sorprenderci che il genio fosse in coabitazione e che l’osmosi in cui vivono le coppie meglio assortite abbia partorito, oltre a una nidiata di infanti, anche le arie più amate dall’umanità. Ebbene, non sono sorpreso. Come non ho mai creduto alla frase: dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, Non dietro: dentro. Soltanto quando diventano una cosa sola l’uomo e la donna riescono a creare, nella carne come nell’arte. Anche se i meriti, almeno nell’arte, se li prende poi uno, e finora quell’uno è stato quasi sempre il maschio. Se i biografi di Bach volessero davvero sorprendermi, dovrebbero scoprire che lui ogni tanto le preparava da mangiare.

Gramellini, La Stampa



10.16.2008

21 rose...

21 rose, 21 re, 21 diamanti nella mia mano
21 lune senza te, 21 giorni sull'altopiano
e la ragazza del luna park ha caricato il suo fucile

21 colpi davanti a me, è così facile morire
in nome dell'amore, oh dell'amore
io combatterò, per amore.

21 mondi fra me e te, 21 figli per ogni mano
se avessi un fiume te lo darei
e questa pietra sarebbe grano,
in nome dell'amore, oh dell'amore
io combatterò, sì, per amore.

21 rose, 21 re, 21 ore d'aeroplano
21 lune senza te, 21 modi per dirti ti amo
e la ragazza del luna park ha caricato il tuo fucile

21 colpi su di me, è così facile da dire
in nome dell'amore, oh dell'amore
io lo difenderò sì, questo amore
io combatterò, oh per amore
io lo salverò, sì, questo amore
io mi salverò


21 Modi di dirti ti amo, Antonello Venditti, Diamanti 2006




Recipe for a happy marriage. By Gloria and Emilio Estefan

Gifts:
Unexpected presents help to keep romance fresh and vibrant.

y ya son dos veces en dos semanas.....wow... T_T


10.13.2008

Goodnight my love

"This song is one of Emilio's favourites.
He says it reminds him of me.
I just had to include this one!".

goodnight my love
pleasent dreams, sleep tight my love
may tomorrow be sunny and bright
and bring you closer to me

before you go, please be honest
(please remember)
i need you so
and this love that i have for you
will never grow cold

if you should wake, in the still of the night
please have no fear for i'll be there
you know i care
please give your love to me dear, only

goodnight my love
pleasant dreams, sleep tight my love
may tomorrow be sunny and bright
and bring you closer to me

before you go, please remember
i need you so
and this love that i have for you
will never grow cold
goodnight

Goodnight my love
Hold me Thrill me Kiss me, 1994
Gloria Estefan



10.10.2008

La Flor y Tu Amor...


Phalaenopsis (Blume, 1825) è un genere di orchidee epifite che comprende circa cinquanta specie, tutte originarie dell'Asia e degli arcipelaghi dell'Oceano Pacifico e dell'Oceano Indiano.

Il nome Phalaenopsis deriva dalle parole latine phalaen (farfalla) e opsis (simile a) e indica la somiglianza del fiore alla forma delle farfalle.



En lo más hondo de mi ser
bien protegida y coronada de placer
nació una flor
Cual irrigada en manantial de sentimientos
crece firme y con fervor, como tu amor
Voy a llenar tu cuerpo de amor, ay
para que nazcan flores de ti y de mí
Voy a saciar la sed de mi amor en ti
para que nazcan flores de ti y de mí ....

La Flor y Tu Amor, Gloria Estefan Alma Caribeña (2000)

10.09.2008

El Amor a los tiempos del cólera





Un uomo e una donna - come nel migliore dei discorsi amorosi – si contendono la ricerca della felicità assoluta, a cavallo di un secolo, il Novecento, carico di promesse e di buoni presagi. Florentino Ariza (interpretato dall'ottimo Javier Bardem) è un telegrafista che trova nel volto di Fermina Daza (Giovanna Mezzogiorno) il senso unico e solo della sua esistenza. Sullo sfondo di Cartagena, città resa magica dalla prosa di Gabriel Garcia Marquez – autore del romanzo e unico legittimo erede del suo significato profondo – il colera coglie all'improvviso i suoi impotenti "spettatori". Una malattia inesorabile che un sofisticato aristocratico – il dottor Juvenal Urbino – tenterà di debellare con la sua arte curativa. Ed è proprio lui a vincere le resistenze della futura promessa sposa – l'affascinante Fermina – sottraendola all'amore e al desiderio del giovane Florentino, deciso ad attraversare i giorni, i mesi e gli anni che lo separano da un'insperata (ri)conquista della giovane amata.
L'amore ai tempi del colera, romanzo simbolo di una generazione, sbarca sullo schermo in un'operazione che risulta difficile già in partenza. Difficile per l'ovvia diversità del mezzo, di un cinema che non può che arrendersi sin dal principio di fronte alla forza di un testo complesso e meraviglioso come quello di Marquez. Detto questo, si fa quel che si può.
Mike Newell è autore sagace e versatile, uno che spazia dalla commedia (Quattro matrimoni e un funerale) al gangster movie (Donnie Brasco) e che ce la mette tutta per non rendere ridicole le parole e le ossessioni dei suoi personaggi, grazie anche a un insuperabile Bardem che regge praticamente da solo la complessa struttura della pellicola.
In ombra la Mezzogiorno, forse stressata da troppe ore di trucco per poi poter passare il resto del tempo a recitare. I tempi del colera fanno dunque i conti con quelli del cinema, uscendone sconfitti solo in parte, lasciando un alone di profondissimo rispetto nei confronti di un testo sacro come quello da cui trae ispirazione, ma lasciando trionfare senza resistenza (purtroppo) il lato commerciale su quello letterario.

Clase de Idiomas




es la persona más curiosa que existe

cuando se conocen sus mecanismos.

Prof.ssa Mininni segundo año clase de traducción.


10.08.2008

Mamma Mia!


Grecia, 1999. La giovane Sophie ha un sogno: conoscere suo padre e farsi condurre all'altare nell'incantevole isola di Kalokairi. Alla vigilia delle sue nozze con Sky ha scoperto il diario segreto e i segreti del cuore della madre, una figlia dei fiori che praticava il sesso e l'amore ieri, una donna indipendente e piena di vita che gestisce un piccolo hotel sul mare di Afrodite oggi. All'insaputa di Donna, Sophie invita a nozze i suoi potenziali padri: un uomo d'affari, un avventuriero e un banchiere impacciato. Scoperta molto presto la loro presenza sull'isola, Donna li invita "amabilmente" a rimettersi in mare ma niente andrà come previsto. Gli dei in cielo hanno lanciato i dadi e versato amore, tanto amore, nei calici.
A ragione Mamma mia! è ambientato nel Mediterraneo perché l'acqua, nel musical di Phillida Lloyd, è il filtro deformante che veicola gli sguardi dei protagonisti e spuma l'amore fino ai cuori. Non si tratta affatto di un espediente, l'amore impone sempre una nuova nascita, un ritorno nel liquido amniotico che ottunde tutto ciò che è esterno, estraneo, nemico. In quella soglia incantata la Donna di Meryl Streep vorrebbe trattenere il più a lungo possibile la sua Sophie, che al contrario scalpita per salpare e attraversarla. Al di là c'è l'ignoto e il nuovo, c'è un padre e un mondo da scoprire, c'è un'attesa sospesa da corrispondere prima che gli dei facciano i capricci. Mamma mia! è la storia di un'isola "assediata" dai padri e difesa dalle madri, un impasto di sale e sentimenti che trova sullo schermo una dimensione spettacolare, sostenuta da un ritmo incalzante e impreziosita dalle "teatrali" canzoni degli Abba. La straordinaria partitura e i testi dell'irriducibile gruppo svedese interpretano i movimenti ariosi delle coreografie in esterni, raggiungendo una resa d'atmosfera sorprendentemente comunicativa mentre "cantano" il lamento d'amore di "The Winner Takes It All" o la carica liberatoria di "Dancing Queen". La perizia della regia, la dimensione dello sforzo produttivo e l'apporto di un'infinità di esperti assicurerebbero soltanto la buona qualità della confezione se a vivificare il tutto e a imprimere al film quel quid di magia, che lo illumina più del sole della Grecia, non ci fossero gli stupori, la recitazione incantata e la "faccia da musical" di un cast appropriato, equilibrato ed efficace.
Al di là dell'arcobaleno "viaggiano" la dancing Queen di Meryl Streep, che percorre in lungo e in largo la scena tuffandosi in un bagno di musica e di eccentricità coreografica, i padri inconsapevoli e incoscienti di Colin Firth, Stellan Skarsgård e Pierce Brosnan, che pur non avendo confidenza alcuna col genere riescono a trasformare i loro impacci in irresistibili connotazioni psicologiche, e la figlia adorabile di Amanda Seyfried, che coglie col suo volto l'ode alla felicità e il sogno irraggiungibile.
È la natura e la brezza del Mare Nostro a inventare invece l'"artificio" scenografico, salvaguardando la dimensione da favola e la dinamica visiva delle schermaglie sentimentali ("SOS"), degli animosi battibecchi, degli shakespeariani equivoci ("Gimme! Gimme! Gimme!") e delle sonore agnizioni ("Voulez - Vous").
Calato in un tempo precisato, che come i protagonisti deve compiere un passaggio (è il 1999), il musical corale della Lloyd privilegia il ritmo esuberante e trascinante piuttosto che l'arabesco elegante, innescando coi numeri musicali uno scatto di autentica e orecchiabile vitalità. Se il musical è favola, di tutte le favole Mamma mia! è forse la più bella.


Soundtrack
1. Honey Honey
2. Money, Money, Money
3. Mamma Mia
4. Dancing Queen
5. Our Last Summer
6. Lay All Your Love On Me
7. Super Trouper
8. Gimme Gimme Gimme (A Man After Midnight)
9. The Name of the Game
10. Voulez Vous
11. S.O.S
12. Does Your Mother Know
13. Slipping Through My Fingers
14. The Winner Takes It All
15. When All Is Said and Done
16. Take a Chance On Me
17. I Have a Dream